IL GRANDE PEPPINO PRISCO
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FRASI CELEBRI:
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Le frasi celebri |
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(22.07.2004)
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Autoritratto.
«Mi definisco un ometto di grandi passioni:
sottotenente degli alpini, tifoso dell'Inter e avvocato. Ometto, non uomo: è
troppo impegnativo».
Superstizioni.
«Ho una scaramanzia. La domenica compro
Alternative.
«Una volta, nel
La vittoria più emozionante.
«Le tre coppe Uefa, la prima perdendo il ritorno a Roma per 1-0 e soffrendo
terribilmente. Il giorno dopo mia figlia lesse sui giornali: 'Aggredito
Peppino Prisco. Arrivai a casa e quasi si stupì che fossi vivo. In realtà mi
avevano tirato un'asta di una bandiera, roba da nulla».
L'interista più simpatico.
«Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a
cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi».
La gioia più grande.
«Il Milan in B. E per ben due volte: una...A
pagamento e una... Gratis.
Sono dell'idea
che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la
vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui».
Dal niente.
«L'Inter è stata fondata da soci dissidenti del Milan. Ecco dove si può
arrivare pur essendo partiti dal niente...».
Dna.
«Tutti i miei figli sono interisti. Una volta
mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho
risposto: 'Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero
scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la
prova del sangue. Perchè a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia
moglie».
Razzismo.
«Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un
giocatore del Milan non la darei mai».
Ronaldo.
«In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi
ricorda Meazza, il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento
al Milan (da lui peraltro non voluto, ma subito, ndr). Sono sicuro che
Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande
come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra».
La formazione dell'Inter di tutti i tempi.
«In porta Zenga, difesa Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi. Bedin in
mediana, Friore all'ala destra. Davanti tutti insieme, Matthaus, Mazzola,
Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo
perchè li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi».
L'errore più grande dell'Inter.
«Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro».
Progetti per il futuro.
«La speranza per il futuro? Vorrei che chi mi incontra per strada mi gridi
in faccia: 'Peppino campione d'Italia'. Sogno lo scudetto. E, visto che ci
sono, anche il Milan di nuovo in serie B. Così mi vendico anche di Teo
Teocoli, uno bravo che mi imita bene e con simpatica correttezza. Mi mette
di buon umore. Giacca da camera a parte».
Teocoli
ha raccontato cosa gli dice Prisco ogni volta che lo va a stuzzicare prima
del derby. "Ci sono quasi 60 milioni di italiani, perché devi venire a
rompere i coglioni proprio a me?".
Vedere
Milan-Cavese 1-2 del
Se
intitolassero Malpensa a un
milanista, beh, mi servirei solo a Linate"
Ai giocatori
piacciono le ragazze. E allora cosa
c'è di strano? Sarebbe strano se i calciatori si piacessero a vicenda. Alla
loro età anch'io avrei fatto lo stesso, se non fossi stato incidentalmente
impegnato nella campagna di Russia".
Cosa penso dei
giocatori dell'Inter che fanno i
festini hard? Non saprei, quando escono non mi chiamano mai".
Il rigore
negato a Juventus-Inter nell'aprile
del '98 non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di
ricettazione".
Dopo lo sfogo
contro gli arbitri fatto da Gigi Di Biagio ad inizio campionato:
"Sono sempre d'accordo con lui quando gioca, ma non su queste dichiarazioni.
Perché sono così diplomatico: Sapete ho quasi ottant'anni e non vorrei che
Dio fosse bianconero...".
Chi tifa l'Inter
ha le coronarie forti? Certamente,
io ad esempio non vado neanche dal cardiologo che, tra parentesi, mi costa
caro. Mi basta e avanza guardare l'Inter..."
A proposito
dei passaporti falsi: "Avete sentito
l'ultimo scoop sul padre di Veron? Io sì, l'hanno intervistato e non ci ho
capito niente, perché parlava in calabrese stretto. Probabilmente è stato
doppiato...".
A Luisa Corna,
collegata a Controcampo: "Ah è lei? Non l'avevo quasi riconosciuta con tutti
quei vestiti addosso..".
Giampiero
Mughini, avversario di epiche
battaglie a "Controcampo", un ricordo di Giuseppe Prisco. |
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